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Gli ultracentenari e la burocrazia

Aggiornamento: 6 mar 2023



28/02/2023 di Lilli Bacci

Avere una mamma ultracentenaria (111 anni a maggio per essere precisi) porta a fare tante scoperte interessanti. Una è anche che esiste un calvario burocratico anche per queste creature che sinceramente non ci immaginavamo. Prima esperienza, quella bancaria: Dal 2007 sappiamo che le banche richiedono ogni 4/5 anni il questionario antiriciclaggio che dovrebbe consentire di definire il profilo di rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e mafia della clientela. Chi è fortunato lo può fare online. il conto corrente bancario di mia madre è sempre stato fedelmente tenuto alla Banca Nazionale del Lavoro, sede centrale di Firenze. Fin dal 2007 (lei al tempo aveva 97 anni), già non poteva recarsi di persona alla banca, ma a parte la prima volta che ci sfuggì la firma da apporre e bloccarono il conto (!), poi abbiamo sempre risolto anche grazie alla gentilezza dei vari impiegati. Fino a questa volta, dove un fin troppo solerte funzionario, così ligio nei confronti del “regolamento”, ci ha richiesto tutti i documenti possibili (con odioso e dispendioso andirivieni) e fatto anche sapere che d’ora in poi questo rinnovo, data l’età della mamma, sarà necessario ogni 2 anni! Nemmeno fosse la patente di guida! Tutto questo mentre Matteo Messina Denaro ci mostra la facilità in questo paese di avere circa 10 prestanome e via dicendo… si costringe una persona di 111 anni che da 60 ha il proprio conto corrente nella stessa banca con movimenti assai poco sospettabili come: accredito della pensione, addebito dell’ affitto e dello stipendio della badante che la banca può facilmente verificare, a fare questa inutile trafila dove anche solo la firma è una fatica assurda per una mano semi bloccata dall’artrosi.

Alle mie proteste il solerte impiegato ha risposto che la cosa stava diventando ridicola.

Ecco, l’ha detto lui.

Ridicola, no?

Seconda esperienza: l’Inps, che eroga a mia madre due pensioni (la sua e quella di reversibilità di mio padre) dal 1968 l’una e dal 1975 l’altra, chiede a lei di dimostrare l’entità di queste due pensioni. Cioè: l’Inps che paga, vuole sapere quanto paga, da lei! Cosa significa questo per una signora che non può andare personalmente nell’ufficio preposto ad informarsi? Significa fare delle deleghe, anche per attivare le carte (per esempio la tessera sanitaria) che permettano di andare on line nel cosiddetto “cassetto del cittadino”… Le deleghe significano, oltre a sbattimento dei figli, ancora firme da fare per l’ultracentenaria con le mani bloccate dall’artrosi.


Due cose APPARENTEMENTE semplici per due richieste ASSURDE: la banca perché vede benissimo movimenti e conosce benissimo la persona; l’Inps perché eroga lei stessa le pensioni per le quali vuole le informazioni. È proprio questa quella che si definisce BUROCRAZIA.

Lilli Bacci

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